Tim Cook alla Stanford: non perdiamo la libertà di essere umani

Parlando durante il tradizionale discorso ai laureati all’università di Stanford, in California, il Ceo di Apple Tim Cook ha biasimato diversi comportamenti dell’industria tecnologica che non si assume le responsabilità.

Ultimamente questo settore si sta facendo conoscere sempre più per un’innovazione meno nobile: la convinzione che si possa rivendicare il merito  senza accettare le responsabilità. […] Lo vediamo sempre più spesso, ad ogni violazione dei dati, della privacy, e tutte le volte che si chiude un occhio sull’hate speech, sulle fake news che avvelenano il dibattito. […] La crisi ha attenuato l’ottimismo, le conseguenze hanno messo a dura prova il realismo e la realtà ha scosso la nostra fiducia cieca. 

Al centro del discorso di Tim Cook, c’è una questione che al giorno d’oggi diventa sempre più delicata e nevralgica: la protezione dei dati e della privacy.  Ma vengono citati anche la diffusione di Fake News e l’uso di hate speech sulle piattaforme social. Il CEO di Apple non nomina apertamente nessuna azienda in particolare. Tuttavia non si può non cogliere il riferimento alla Silicon Valley e alle crisi che ha passato recentemente a seguito degli scandali legati alla violazione di privacy.

La colpevolezza della Silicon Valley è stata quella di non aver affrontato in maniera efficiente le crisi passate. La scarsa preparazione e l’omertà ha permesso che gli stessi motivi (fuga di dati, violazione di privacy, fake news ecc.) possano tornare costantemente a minare la già claudicante fiducia che gli utenti hanno verso le piattaforme della Silicon Valley.

Libertà di essere umani: nel 2005 come nel 2019

Tim Cook ha proseguito il discorso sottolineando come queste “crisi” minano la libertà di essere umani.

Se accettiamo come normale e inevitabile che qualsiasi cosa nella nostra vita possa essere aggregata, vendita e rubata in caso di attacco, allora perdiamo molto più che i soli dati. Perdiamo la libertà di essere umani.

E ha proseguito esortando gli studenti a percorrere il proprio cammino in maniera autonoma, senza lasciarsi impastoiare da preconcetti altrui, piuttosto di seguire i risultati del pensiero dei loro predecessori. Così ricalca le parole di Steve Jobs nel celeberrimo discorso “stay hungry, stay foolish”.

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