Instagram le chiude il profilo e l’Influencer si dispera: dovrà forse lavorare?

Jess Taylor, giovane influencer di 21 anni è stata gettato nello sconforto dalla chiusura improvvisa del suo profilo Instagram che contava 100mila followers. La sua reazione, che sfocia in un monologo che sembra essere una parodia di un dramma greco, è un video di 4 minuti in ripete di non essere nulla senza i suoi followers.

Il pianto disperato che la sconvolge non è frutto di un’identificazione esacerbata verso la se stessa dei social, non è nato da una simbiosi con i suoi preziosi followers che si è improvvisamente spezzata. Semplicemente non saprebbe che altro fare e non vuole fare altro. Il lavoro che tutti conosciamo, orario di ufficio (9-17.00) non fa per lei, lei non vuole farlo.

Considerando la sua giovane età (21 anni, in America è appena maggiorenne), è normale avere idee poche chiare del futuro, aver avuto poche esperienze lavorative. Ma per chi nelle storie di Instagram questo è considerato “out”, il lavorare è da “loser”. Quello che vuole fare è “fare Instagram“, lavorare di quello.

La giovane Taylor è diventata virale (ne sarà contenta?) e il suo video rimbalza per il web, chi lo condivide per dileggio, chi perché toccato, non tanto da quello che le è capitato quanto dalla sua reazione. Ma sembra essere solo la punta dell’iceberg di una generazione di giovanissimi che segue questa strada, rifiutandosi di seguire quelle più canoniche delle altre generazioni precedenti.

Instagram e gli altri social media diventeranno lo specchio della società futura? L’ambizione dei giovani sarà quella di fare l’influencer? O questa è una fase meteora della storia umana, così come gli altri movimenti giovanili, come la beat generation, mod e rock e il movimento hippie?

 

 

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