Dopo quattro anni di sviluppo, esce dal beta test il browser Brave

Dopo 4 anni di sviluppo esce dal beta test il browser Brave che offre il blocco automatico degli annunci integrato, facilitando la visualizzazione delle pagine e la velocità di caricamento.

Il browser è stato annunciato dal co-fondatore del browser della volpe, Mozilla, e da creatore di JavaScript, Brendan Eich. A partire dal 2018 Brave supporta Windows, macOS, Linux, Android e iiOS. La versione attuale include 20 motori di ricerca di default, incluso il loro partner DuckDuckGo. Brave è sviluppato dall’azienda Brave Software, fondata il 28 maggio 2015 dal CEO Brendan Eich e CTO Brian Bondy. Il 20 gennaio 2016 Brave Software ha lanciato la prima versione di Brave con una funzione di blocco delle pubblicità parziale e ha annunciato piani per una funzione di sostituzione degli annunci e un programma di compartecipazione alle entrate.

Il sistema pubblicitario di Brave e l’attenzione alla privacy

Brave Browser pone in primo piano la questione privacy. Grazie a impostazioni di default, l’utente è in grado di non essere tracciato mentre naviga, in modo che venga tutelata la sua attività online. Offre inoltre un blocco automatico per gli annunci integrati.

Parallelamente il browser Brave crea un sistema pubblicitario natio, rinominato Brave Reward. Esso è presentato tra le funzioni opzionale e finora solo il 10% degli utenti l’ha utilizzata. Il browser Brave ridistribuisce il 70% di quanto pagato dagli inserzionisti registrati, nel momento in cui le persone visualizzano gli annunci proposti su una finestra separata. Gli utenti guadagnano in questo modo dei Brave Attention Token (BAT) che possono riutilizzare in un secondo momento.

Questi possono essere accumulati e utilizzati per voucher e gift cards. Tuttavia c’è anche l’intenzione di premiare la creatività degli inserzionisti che creano i contenuti più apprezzati dagli utenti.  Già 30 mila siti e 200 mila account YouTube si sono registrati per ricevere delle ricompense attraverso il Brave Rewards. Grazie alle donazioni si tenta di cambiare il concetto di Advertising online, ponendo l’accento alla qualità del contenuto.

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