L’antitrust USA apre un’inchiesta contro i massimi esponenti Big Tech: Amazon, Google, Facebook e Apple

Il dipartimento della Giustizia statunitense ha aperto una formale inchiesta antitrust nei confronti di Big Tech. L’obiettivo dell’inchiesta è stabilire se colossi come Apple, Google, Facebook e Amazon danneggino la concorrenza. L’apertura dell’inchiesta potrebbe esacerbare le pressioni per una maggiore trasparenza che queste società hanno subito nel nuovo e nel vecchio continente.

L’offensiva dell’autorità statunitense hanno trascinato il mercato al ribasso. Facebook ha ceduto il 7,5%; Google ha bruciato il 6,1%. Amazon è scivolata del 4,6% e anche Apple dell’1 per cento. Assieme questi titoli, a fine seduta, hanno visto evaporare 130 miliardi di market cap*.

Inchiesta antitrust contro Big Tech: focus delle indagini

Il focus delle indagini vuole approfondire le verifiche fatte in precedenza sulle condizioni competitive dei mercati online, soprattutto delle pratiche dei colossi del Big Tech. L’inchiesta potrebbe portare alla luce le problematiche legate alle norme, regole e leggi da parte delle aziende, andando al di là delle violazioni antitrust in senso stretto.

La FTC e il Ministero della Giustizia reputeranno una priorità il ruolo che i colossi del Big Tech hanno sull’economia digitale e il loro effetto sulla libera concorrenza. Per abbreviare i tempi dell’inchiesta, il Dipartimento della Giustizia ha convocato privatamente esperti tech e critici delle grandi società del settore per consulenze e riscontri.

Per ora le indagini si sono concentrate per lo più su Google e Apple, e le attenzioni si sono spostate di recente su Facebook e Amazon. Dipartimento di Giustizia e FTC si divideranno le inchieste, consolidando una cooperazione che potrebbe aumentare l’efficacia di sanzioni e raccomandazioni.

L’inchiesta della FTC su Facebook: la sanzione

Facebook, una delle aziende maggiormente coinvolte in queste indagini, ha appena concordato alla FTC una multa di 5 miliardi di dollari. Il motivo della multa sono le violazioni alla privacy emerse dal Cambridge Analytica. Inoltre, Mark Zuckerberg dovrà certificare personalmente il rispetto agli obblighi imposte dalle agenzie federali riguardanti la protezione della privacy dei consumatori . E l’azienda verserà infine una multa di 100 milioni alla Sec per inadeguata trasparenza e comunicazione al mercato sempre delle pratiche di privacy.

 

*Fonte

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